Noto all’inizio come Google Webmaster Tools (Strumenti per i Webmaster di Google), dal 21 maggio 2015 il servizio di monitoraggio e miglioramento dei siti offerto dal principale motore di ricerca al mondo si chiama Google Search Console.

Come si legge nella guida ufficiale:

«Google Search Console è un servizio gratuito offerto da Google che ti consente di monitorare e gestire la presenza del tuo sito nei risultati della Ricerca Google, nonché di risolvere eventuali problemi».

Il servizio, come ci tiene a sottolineare sempre la guida, è rivolto a tutti coloro che hanno un sito web. Infatti, permette di verificare ed eventualmente risolvere problemi di indicizzazione anche da chi non è un web developer o un SEO specialist.

Il cammino di iniziazione

A questo punto, se volete usare la Search Console per migliorare i risultati di ricerca relativi al vostro sito, la guida vi offre la scelta tra 4 percorsi di apprendimento in base all’utilizzo del sito e alle vostre competenze.

Il percorso dedicato ai principianti presenta le operazioni preliminari e i passaggi successivi da seguire all’inizio. Innanzitutto, bisogna registrarsi gratuitamente a Search Console e dimostrare la proprietà o, in altri termini, che il sito appartiene a voi. In seguito siete invitati a leggere le guide allo strumento, alla ricerca di Google e alla SEO.

Una volta eseguite queste operazioni, potete accedere al percorso pensato per gli utenti avanzati (che masticano di SEO). Qui entrerete a contatto con cose tipo pagine canoniche, contenuti duplicati, controllo URL, sitemap, reindirizzamenti 301 e naturalmente tutte quelle best practice che aiutano a ottimizzare il sito per Google.

Come valutare il rendimento di un sito

A noi interessa però la “ciccia” e allora entriamo nella Search Console, relativamente ad un nostro sito già verificato e inserito. La schermata si aprirà con l’Introduzione, dove vengono mostrati il Rendimento, la Copertura e i Miglioramenti relativi al sito, con il rinvio ai relativi rapporti.

Queste e altre voci si trovano nel menu a sinistra. Se, ad esempio, entrate nella sezione dedicata al Rendimento troverete il grafico che riporta i clic e le impressioni (cioè il numero di volte che un utente ha visto un link che rimanda al sito nei risultati di ricerca) totali. Poi, la CTR (click-through rate) media, ossia la percentuale di impressioni che hanno portato ad un clic, e la posizione media, che indica la posizione media del sito nei risultati di ricerca.

Il grafico però non è statico. Può essere personalizzato secondo filtri come il tipo di ricerca (web, immagine, video e news) o l’intervallo delle date. Se ne possono aggiungere degli altri (query, pagina, paese, dispositivo, aspetto nella ricerca) e si possono creare andamenti di confronto tra ricerche e date. Insomma, ce n’è da sbizzarrirsi.

Sotto il grafico vi sono le tab relative a utili statistiche basate sempre sugli oggetti che vi interessano (clic, impressioni, CTR e posizione). Così, potrete vedere quanti clic hanno fornito alcune query (interrogazioni) di ricerca oppure quali dispositivi hanno generato più ricerche nei confronti del vostro sito o quali pagine sono le più cliccate.

La sezione Indice: Copertura, Sitemap e Rimozioni

Proseguendo nell’esplorazione, troviamo la voce Controllo URL, che consente di controllare per l’appunto qualsiasi URL presente nel vostro sito.

Ma passiamo alla prossima sezione di strumenti offerti da Search Console, vale a dire l’Indice. Qui si trovano la Copertura, dove vengono mostrate le pagine che nell’indice di Google presentano eventuali errori (valide con avvisi), quelle che sono state indicizzate con successo (valide) e quelle che sono state escluse intenzionalmente. Infine, vengono riportati gli errori veri e propri, cioè il numero delle pagine che non sono state indicizzate per qualche motivo. Sotto il grafico principale è possibile visualizzare i dettagli.

La voce di menu successiva, Sitemap, è abbastanza semplice: qui si possono inviare le sitemap e verificare se l’invio ha avuto successo. Infine, si trova lo strumento Rimozioni grazie al quale è possibile rimuovere dalla Ricerca di Google alcuni contenuti (magari perché duplicati o erroneamente segnalati nella sitemap).

Possiamo migliorare il nostro sito?

A questa domanda risponde l’ultima sezione di cui andremo alla scoperta: Miglioramenti, appunto.

Tralasciando quindi le sezioni Sicurezza e azioni manuali e Strumenti e rapporti precedenti (che non hanno ancora una piena sostituzione nella nuova Search Console rispetto al vecchio Google Webmaster Tools), così come le ultime voci di menu (link, impostazioni, feedback e commenti), alle quali si rimanda in caso siate interessati a completare questo veloce tour, ci addentriamo ora in Segnali web essenziali. Tali segnali riportano l’esperienza degli utenti del browser Chrome da dispositivo mobile (per la versione desktop si rinvia all’utilizzo di PageSpeed Insights, che analizza i contenuti di un sito web e genera suggerimenti per renderlo più veloce).

Il rapporto che si apre mostra i vari problemi che si possono incontrare navigando da smartphone sul vostro sito. E qui, ahimè, andrete incontro a termini quali Largest Contentful Paint (LCP), First Contentful Paint (FCP) oppure Cumulative Layout Shift (CLS), per i quali vi rimando alla Guida di Search Console.

L’usabilità è fondamentale

Più interessante e, forse, più facile per successivi interventi da parte vostra, è la sezione che parla della Usabilità sui dispositivi mobili. In questa sezione si possono incontrare errori come: testo troppo piccolo da leggere, elementi selezionabili troppo vicini tra loro, contenuti più grandi rispetto allo schermo, viewport non impostato e così via.

Questi errori possono essere sottoposti a convalida direttamente dalla Search Console, dopo averli corretti (modificando la pagina a livello di HTML o di CSS o altro) o dopo averne verificato la fondatezza. Sì, perché a volte l’errore segnalato, se viene verificato l’URL dall’indice di Google, si dimostra infondato. Poi, passata la verifica, è possibile sottoporre la pagina (o URL) alla convalida e dopo alcuni giorni (fino a un massimo di 28) Google ci informerà dell’avvenuto superamento.

Infine, vi sono due ultime sezioni che sono Breadcrumb e Casella di ricerca sitelink, per le quali vi lascio i riferimenti alla Ricerca di Google.

Conclusione

È stata una rapida carrellata sulle funzionalità principali di Google Search Console. Tuttavia, la speranza è quella di avervi incuriositi e, soprattutto, di avervi fatto capire quanto possa dimostrarsi utile per il vostro sito l’uso, anche semplificato, di un tale strumento diagnostico. La Search Console è come un monitor dei parametri vitali che, se collegato al paziente (cioè, al vostro sito), può assicurargli una lunga e sana vita (nel web).

Per approfondire:

Google Search Console: una guida pratica (Paolo Dolci)

Come usare Google Search Console, i consigli ufficiali (SEOZoom)

Google Search Console Guida agli Strumenti per Webmaster (Valentino Mea)

Lascia un commento