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	<title>Manuel Semprini</title>
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		<title>Tipografia e sviluppo web</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Manuel Semprini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Aug 2022 19:04:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Web Development]]></category>
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		<category><![CDATA[Jamie Juviler]]></category>
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		<category><![CDATA[Sviluppo sito]]></category>
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		<category><![CDATA[Typeface]]></category>
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					<description><![CDATA[La scelta dei caratteri, la loro dimensione e disposizione, la gestione dei paragrafi non sono questioni di web design? Cosa c’entra la titolazione e l’interlinea con lo sviluppo di un sito? In altri termini, di queste cose non dovrebbe occuparsi un grafico? Ebbene, se il web design si declina nel più ampio concetto di UX [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La scelta dei caratteri, la loro dimensione e disposizione, la gestione dei paragrafi non sono questioni di <strong>web design</strong>? Cosa c’entra la titolazione e l’interlinea con lo sviluppo di un sito? In altri termini, di queste cose non dovrebbe occuparsi un grafico?</p>
<p>Ebbene, se il web design si declina nel più ampio concetto di <a href="https://www.manuelsemprini.it/servizi/ux-design/" target="_blank" rel="noopener"><strong>UX design</strong></a>, allora non sembrerà così strano associare la scelta grafica (o meglio visiva) dei caratteri di un contenuto allo sforzo di riportare tale scelta al meglio su una pagina web. Ciò significa semplicemente che <strong>lo sviluppatore deve imparare a collaborare con il grafico</strong>, per ottenere la migliore esperienza utente possibile (ma la cosa vale anche al contrario). E perché non iniziare proprio dai fondamentali, ossia dalla <strong>definizione della tipografia del sito</strong>?</p>
<h3>Primo requisito: leggibilità</h3>
<p><strong>Un testo</strong> (o, più in generale, un contenuto) <strong>deve innanzitutto essere leggibile</strong>. Ma la leggibilità non riguarda soltanto il riuscire a leggere nel modo più agevole e rapido. No, la leggibilità punta anche al piacere e al desiderio del lettore. Magari il desiderio potrà essere acceso da quanto è scritto, ma il piacere dipenderà in gran parte dal design, cioè dalla scelta e dall’accostamento dei caratteri, dal loro spazio reciproco e dalla disposizione nella pagina.</p>
<h3>Contrasto</h3>
<p>Un testo di colore bianco su sfondo di colore nero sarà sempre meno leggibile di un testo di colore nero su sfondo di colore bianco, perché il secondo caso ha un contrasto maggiore rispetto al primo. Se poi vengono usati i grigi, il contrasto sarà molto probabilmente insufficiente. Quindi, <strong>la scelta della palette di colori di un sito risulta molto importante</strong>, se non fondamentale, ma questa è un’altra storia.</p>
<h3>Ill test</h3>
<p>Per scegliere un <strong>carattere tipografico</strong> (<em>typeface</em>), cioè una famiglia di caratteri, rispetto ad un altro, specialmente per quanto riguarda i titoli, si può usare un primo test molto semplice. Siccome la leggibilità di un testo dipende molto da quanto si riesce a distinguere tra loro le lettere, scelto un typeface potete testarne la leggibilità scrivendo I (i maiuscola) seguita da due l (l minuscola): Ill.<br />
Se non lo sapete il <em>font</em> (o, brivido, la font) fa riferimento alle <strong>variazioni degli stili del carattere</strong>. Le varianti grassetto, sottile, regolare, corsivo e così via corrispondono ai vari font raccolti dallo stesso typeface.</p>
<h3>Quanti caratteri usare?</h3>
<p>Si consiglia di <strong>non usare più di due caratteri tipografici</strong>: l’uno per i titoli e l’altro per il corpo della pagina. In generale, poi, si potrebbe scegliere un carattere con le grazie per la titolazione (ad es., il <a href="https://fonts.google.com/specimen/Playfair+Display" target="_blank" rel="noopener">Playfair Display</a> o il Times New Roman) e uno senza grazie (ad es., l’<a href="https://fonts.google.com/specimen/Open+Sans" target="_blank" rel="noopener">Open Sans</a> o l’Arial) per i paragrafi. In realtà, un web designer può sempre decidere di usare quanti caratteri vuole, ma più caratteri (o, meglio, varianti, cioè font) si usano, più il caricamento della pagina si rallenta. Qui è il web developer che deve aiutare il grafico a razionalizzare le proprie scelte, per non appesantire inutilmente il sito (così come accade nel caso dei tagli e delle dimensioni delle immagini).</p>
<h3>E nel caso di un solo carattere?</h3>
<p>In questo caso, può aiutare l’<strong>utilizzo di alcune varianti del carattere</strong> per aumentare il contrasto tra titoli e gli altri contenuti. Ad esempio, per i titoli principali si potrebbe usare il <em>bold</em> (grassetto), per i sottotitoli il <em>medium</em> e per i paragrafi il <em>light</em> (si noti il passaggio dal medium al light, saltando il <em>regular</em>).<br />
In alternativa, l’evidenziazione potrebbe essere effettuata <strong>tramite la dimensione del carattere</strong>, moltiplicando per due: 25px per il corpo della pagina, 50px per i sottotitoli e 100px per i titoli.</p>
<h3>Le dimensioni e i dispositivi</h3>
<p>Siccome al giorno d’oggi non si può più aggirare il discorso dei vari dispositivi che possono visitare un sito, occorre impostare e provare una dimensione di carattere adatta per ognuno di essi.<br />
Una buona regola potrebbe essere: 16-20px a livello di smartphone, 20-24px a livello di tablet e 22-26px a livello di pc desktop. L&#8217;unica raccomandazione è quella di <strong>non scendere sotto i 16px</strong> (anche Google non gradisce i caratteri troppo piccoli a livello mobile).</p>
<h3>L’interlinea, ovvero il “respiro”</h3>
<p>Lo spazio tra le lettere è importante, ma ancora di più lo è quello tra le righe del testo. Un paragrafo con righe appiccicate l’una sull’altra risulta poco leggibile. In genere, <strong>l’interlinea dovrebbe avere un valore che va tra 1,2 e 1,5 volte la dimensione del carattere base</strong>. Quindi, se abbiamo una dimensione del testo di 20px, l’interlinea potrà andare da 24px a 30px. Questa variabilità potrebbe anche dipendere dalla lunghezza dei paragrafi: un testo breve può avere un’interlinea bassa, mentre un testo lungo può avere un’interlinea più alta.<br />
Ovviamente, i titoli, che di solito hanno dimensioni molto più grandi del testo normale, non necessitano di una grande interlinea, basta impostare un valore tra 1 e 1,2 volte la grandezza del testo.<br />
<strong>È importante dare anche un giusto spazio tra un paragrafo e l’altro</strong>. Solitamente, si può prendere come riferimento il valore dell’interlinea. Tuttavia, è consigliabile mantenere un intervallo compreso tra 0,75 e 1,25 volte la dimensione del testo.</p>
<h3>Larghezza e allineamento del testo</h3>
<p>Può sembrare irrilevante, ma <strong>la larghezza di un testo dovrebbe rimanere tra i 40</strong> (paragrafo corto) <strong>e i 70 caratteri</strong> (paragrafo lungo) <strong>per linea</strong>, perché, in realtà, i lettori prediligono queste quantità di testo da leggere. Oltre questi limiti, la lettura diventa difficoltosa o, peggio, noiosa.<br />
Per quanto riguarda l’<strong>allineamento del testo</strong>, conviene allinearlo <strong>al margine sinistro</strong> (magari, giustificandolo nel caso di un blocco molto lungo). L’allineamento a destra e quello centrato è meglio usarli a piccole dosi, ricordando che sono i titoli quelli che spesso e volentieri sono posti al centro della pagina per dare loro evidenza e incisività.</p>
<h3>Conclusione</h3>
<p>Partendo dal principio per cui da una buona collaborazione tra sviluppatore e grafico web nascono progetti efficaci, usabili e riconoscibili, <strong>la scelta tipografica rimane ancora la prima e basilare operazione per fornire una identità e un valore a qualsiasi sito</strong> si voglia realizzare. Il grafico predispone il lato creativo del design, mentre lo sviluppatore offre le soluzioni tecniche migliori (in termini di risorse e di usabilità).<br />
Coniugare bene questi due aspetti rende lo UX design una realtà proficua per chi ha commissionato il sito e per chi lo utilizza.</p>
<p>Qualche spunto e approfondimento:</p>
<p><a href="https://alistapart.com/it/article/come-si-legge/" target="_blank" rel="noopener"><em>Come si legge</em></a> (Jason Santa Maria)</p>
<p><a href="https://raidboxes.io/it/blog/webdesign-development/typographie-grundlagen-webfonts-tipps/" target="_blank" rel="noopener"><em>Basi di tipografia per il tuo prossimo progetto</em></a> (Mark Max Henckel)</p>
<p><a href="https://blog.hubspot.com/website/website-typography" target="_blank" rel="noopener"><em>The Beginner&#8217;s Guide to Typography in Web Design</em></a> (Jamie Juviler)</p>
<p><a href="https://www.toptal.com/designers/typography/web-typography-infographic" target="_blank" rel="noopener"><em>Designing for Readability: A Guide to Web Typography</em></a> (with Infographic) (Jordan DeVos)</p>
<p><a href="https://www.pierrickcalvez.com/journal/a-five-minutes-guide-to-better-typography" target="_blank" rel="noopener"><em>A Five-Minute Guide to Better Typography</em></a> (Pierrick Calvez)</p>
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		<title>Assaggia WordPress</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Manuel Semprini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jun 2022 20:42:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tips & Tricks]]></category>
		<category><![CDATA[Staging]]></category>
		<category><![CDATA[TasteWP]]></category>
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		<category><![CDATA[WordPress]]></category>
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					<description><![CDATA[Se avete bisogno di creare velocemente un sito di test (testing) o un sito clone (staging) in WordPress (WP), TasteWP fa al caso vostro. Prendete l&#8217;URL di un qualsiasi plugin (ad es. https://wordpress.org/plugins/jetpack), sostituite &#8220;wordpress&#8221; con &#8220;tastewp&#8221;, in modo che l&#8217;URL sia https://tastewp.org/plugins/jetpack/, fate clic e verrà creata un&#8217;istanza gratuita di WordPress con quel plugin [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Se avete bisogno di <strong>creare velocemente un sito di test</strong> (<em>testing</em>) <strong>o un sito clone</strong> (<em>staging</em>) in WordPress (WP), <a href="https://tastewp.com/" target="_blank" rel="noopener">TasteWP</a> fa al caso vostro.</p>
<p>Prendete l&#8217;URL di un qualsiasi plugin (ad es. https://wordpress.org/plugins/jetpack), sostituite &#8220;wordpress&#8221; con &#8220;tastewp&#8221;, in modo che l&#8217;URL sia <a href="https://tastewp.org/plugins/jetpack/" target="_blank" rel="noopener">https://tastewp.org/plugins/jetpack/</a>, fate clic e verrà creata un&#8217;istanza gratuita di WordPress con quel plugin già installato.</p>
<p>Non solo. È possibile anche creare demo di plugin premium e persino di temi. Ad esempio, questo collegamento demo <a href="https://demo.tastewp.com/astra-starter" target="_blank" rel="noopener">https://demo.tastewp.com/astra-starter</a> creerà un&#8217;istanza WordPress con il tema <a href="https://wordpress.org/themes/astra/" target="_blank" rel="noopener">Astra</a> e con i plugin <a href="https://wordpress.org/plugins/astra-sites/" target="_blank" rel="noopener">Starter Templates</a> ed <a href="https://wordpress.org/plugins/elementor/" target="_blank" rel="noopener">Elementor</a> già installati.<br />
Tutti i dettagli sulla creazione dei link demo si possono trovare in questo post: <a href="https://tastewp.com/blog/use-links-to-spin-up-a-site/" target="_blank" rel="noopener">https://tastewp.com/blog/use-links-to-spin-up-a-site/</a>.</p>
<p>Ecco altri <strong>punti salienti e interessanti di TasteWP</strong>:</p>
<ul>
<li>Tutti possono ottenere un <strong>sito di test WordPress gratuito con 2 clic</strong> senza nemmeno effettuare l&#8217;accesso.</li>
<li>Gli utenti registrati possono avere gratuitamente 6 siti web attivi alla volta, della durata massima di 7 giorni, che possono avere dimensioni fino a 1GB. Con le funzionalità premium, gli utenti potranno poi espandere le dimensioni e i limiti di tempo dei siti.</li>
<li>Gli utenti possono avviare l&#8217;istanza predefinita con un solo clic, in cui verranno utilizzate le ultime versioni di WP e PHP, ma con la configurazione avanzata, possono scegliere una versione specifica di WP e PHP e impostare altre opzioni.</li>
<li>TasteWP è disponibile in 20 lingue e avvia le istanze di WP nelle lingue corrispondenti.</li>
<li>Dalla bacheca gli utenti possono <strong>gestire direttamente i propri siti attivi</strong>, creando modelli con temi, plugin e versioni predefiniti.</li>
<li>Con il programma di affiliazione TasteWP, ogni utente può guadagnare fino a 3 siti senza scadenza, invitando altri a partecipare.</li>
</ul>
<p><strong>Vantaggi di TasteWP</strong>:</p>
<ul>
<li>La soluzione più veloce sul web per ottenere un&#8217;istanza WordPress gratuita su un server di terze parti.</li>
<li><strong>Testare plugin, temi e modifiche su un sito di staging</strong> è molto più sicuro che su un sito live.</li>
<li>Gli sviluppatori e i proprietari di siti possono <strong>lavorare online sullo stesso progetto da luoghi diversi</strong>.</li>
<li>I siti di test online sono molto più rilevanti dei siti di test locali, poiché riflettono maggiormente i siti realistici.</li>
<li><strong>I siti di test TasteWP non consumano risorse del server di hosting o del computer locale</strong> e la pulizia è automatica o manuale con due semplici clic.</li>
<li>Il plugin integrato di <em>Backup Migration</em> rende la creazione di un sito di staging (clone del sito live) e la sua migrazione più rapide e semplici.</li>
</ul>
<p>E allora cosa aspettate? <a href="https://tastewp.com/" target="_blank" rel="noopener">Testing &amp; staging with TasteWP</a>!</p>
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		<title>Tutto (o quasi) quello che volevate sapere su Google Search Console</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Manuel Semprini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Nov 2020 21:05:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SEO e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[Clic]]></category>
		<category><![CDATA[Controllo URL]]></category>
		<category><![CDATA[Google Search Console]]></category>
		<category><![CDATA[Google Webmaster Tools]]></category>
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		<category><![CDATA[Paolo Dolci]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca di Google]]></category>
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					<description><![CDATA[Noto all’inizio come Google Webmaster Tools (Strumenti per i Webmaster di Google), dal 21 maggio 2015 il servizio di monitoraggio e miglioramento dei siti offerto dal principale motore di ricerca al mondo si chiama Google Search Console. Come si legge nella guida ufficiale: «Google Search Console è un servizio gratuito offerto da Google che ti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Noto all’inizio come <em>Google Webmaster Tools</em> (Strumenti per i Webmaster di Google), dal 21 maggio 2015 il servizio di monitoraggio e miglioramento dei siti offerto dal principale motore di ricerca al mondo si chiama <strong>Google Search Console</strong>.</p>
<p>Come si legge nella <a href="https://support.google.com/webmasters/answer/9128668" target="_blank" rel="noopener noreferrer">guida ufficiale</a>:</p>
<p>«Google Search Console è un servizio gratuito offerto da Google che ti consente di monitorare e gestire la presenza del tuo sito nei risultati della Ricerca Google, nonché di risolvere eventuali problemi».</p>
<p>Il servizio, come ci tiene a sottolineare sempre la guida, <strong>è rivolto a tutti coloro che hanno un sito web</strong>. Infatti, permette di verificare ed eventualmente risolvere problemi di indicizzazione anche da chi non è un web developer o un SEO specialist.</p>
<h3>Il cammino di iniziazione</h3>
<p>A questo punto, se volete usare la Search Console per migliorare i risultati di ricerca relativi al vostro sito, la guida vi offre la scelta tra 4 percorsi di apprendimento. I percorsi sono stati pensati in base all’utilizzo del sito e alle vostre competenze.</p>
<p>Il <a href="https://developers.google.com/search/docs/beginner/get-started" target="_blank" rel="noopener noreferrer">percorso dedicato ai principianti</a> presenta le operazioni preliminari e i passaggi successivi da seguire all’inizio. Innanzitutto, bisogna <strong>registrarsi gratuitamente</strong> a Search Console e <strong>dimostrare la proprietà</strong> o, in altri termini, che il sito appartiene a voi. In seguito siete invitati a leggere le guide allo strumento, alla ricerca di Google e alla SEO.</p>
<p>Una volta eseguite queste operazioni, potete accedere al percorso pensato per gli utenti avanzati (che masticano di SEO). Qui entrerete a contatto con cose tipo <strong>pagine canoniche</strong>, <strong>contenuti duplicati</strong>, <strong>controllo URL</strong>, <strong>sitemap</strong>, <strong>reindirizzamenti 301</strong> e naturalmente tutte quelle <em>best practice</em> che aiutano a ottimizzare il sito per Google.</p>
<h3>Come valutare il rendimento di un sito</h3>
<p>A noi interessa però la “ciccia” e allora entriamo nella <a href="https://search.google.com/search-console" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Search Console</a>, relativamente ad un nostro sito già verificato e inserito. La schermata si aprirà con l’<em>Introduzione</em>, dove vengono mostrati il <em>Rendimento</em>, la <em>Copertura</em> e i <em>Miglioramenti</em> relativi al sito, con il rinvio ai relativi rapporti.</p>
<p>Queste e altre voci si trovano nel menu a sinistra. Se, ad esempio, entrate nella sezione dedicata al <em>Rendimento</em> troverete il grafico che riporta i <strong>clic</strong> e le <strong>impressioni</strong> (cioè il numero di volte che un utente ha visto nei risultati di ricerca un link che rimanda al sito) totali. Poi, la <strong>CTR (</strong><em><strong>click-through rate</strong></em><strong>) media</strong>, ossia la percentuale di impressioni che hanno portato ad un clic, e la <strong>posizione media</strong>, che indica la posizione media del sito nei risultati di ricerca.</p>
<p>Il grafico però non è statico. Può essere personalizzato secondo <strong>filtri come il tipo di ricerca (web, immagine, video e news) o l’intervallo delle date</strong>. Se ne possono aggiungere degli altri (query, pagina, paese, dispositivo, aspetto nella ricerca) e si possono creare andamenti di confronto tra ricerche e date. Insomma, ce n’è da sbizzarrirsi.</p>
<p>Sotto il grafico vi sono le tab relative a utili statistiche basate sempre sugli oggetti che vi interessano (clic, impressioni, CTR e posizione). Così, potrete vedere quanti clic hanno fornito alcune <strong>query (interrogazioni) di ricerca</strong> oppure quali dispositivi hanno generato più ricerche nei confronti del vostro sito o quali pagine sono le più cliccate.</p>
<h3>La sezione Indice: Copertura, Sitemap e Rimozioni</h3>
<p>Proseguendo nell’esplorazione, troviamo la voce <em>Controllo URL</em>, che consente di controllare per l’appunto qualsiasi URL presente nel vostro sito.</p>
<p>Ma passiamo alla prossima sezione di strumenti offerti da Search Console, vale a dire l’<em>Indice</em>. Qui si trovano la <em>Copertura</em>, dove vengono mostrate le <strong>pagine che nell’indice di Google presentano eventuali errori</strong> (valide con avvisi), quelle che sono state indicizzate con successo (valide) e quelle che sono state escluse intenzionalmente. Infine, vengono riportati gli errori veri e propri, cioè il numero delle pagine che non sono state indicizzate per qualche motivo. Sotto il grafico principale è possibile visualizzare i dettagli.</p>
<p>La voce di menu successiva, <em>Sitemap</em>, è abbastanza semplice: qui si possono <strong>inviare le sitemap</strong> e verificare se l’invio ha avuto successo. Infine, si trova lo strumento <em>Rimozioni</em> grazie al quale è possibile <strong>rimuovere dalla Ricerca di Google alcuni contenuti</strong> (magari perché duplicati o erroneamente segnalati nella sitemap).</p>
<h3>Possiamo migliorare il nostro sito?</h3>
<p>A questa domanda risponde l’ultima sezione di cui andremo alla scoperta: <em>Miglioramenti</em>, appunto.</p>
<p>Tralasciando quindi le sezioni <em>Sicurezza e azioni manuali</em> e <em>Strumenti e rapporti precedenti</em> (che non hanno ancora una piena sostituzione nella nuova Search Console rispetto al vecchio Google Webmaster Tools), così come le ultime voci di menu (link, impostazioni, feedback e commenti), alle quali si rimanda in caso siate interessati a completare questo veloce tour, ci addentriamo ora in <em>Segnali web essenziali.</em></p>
<p>Tali segnali riportano l’esperienza degli utenti del browser Chrome da dispositivo mobile (per la versione desktop si rinvia all’utilizzo di <a href="https://developers.google.com/speed/pagespeed/insights/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>PageSpeed Insights</strong></a>, che analizza i contenuti di un sito web e genera suggerimenti per renderlo più veloce).</p>
<p>Il rapporto che si apre mostra i vari problemi che si possono incontrare navigando da smartphone sul vostro sito. E qui, ahimè, andrete incontro a termini quali <strong>Largest Contentful Paint (LCP)</strong>, <strong>First Contentful Paint (FCP)</strong> oppure <strong>Cumulative Layout Shift (CLS)</strong>, per i quali vi rimando alla <a href="https://support.google.com/webmasters/answer/9205520?#status_explanation" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Guida di Search Console</a>.</p>
<h3>L&#8217;usabilità è fondamentale</h3>
<p>Più interessante e, forse, più facile per successivi interventi da parte vostra, è la sezione che parla della <em>Usabilità sui dispositivi mobili</em>. In questa sezione si possono incontrare errori come: testo troppo piccolo da leggere, elementi selezionabili troppo vicini tra loro, contenuti più grandi rispetto allo schermo, viewport non impostato e così via.</p>
<p>Questi <strong>errori possono essere sottoposti a convalida direttamente dalla Search Console</strong>, dopo averli corretti (modificando la pagina a livello di HTML o di CSS o altro) o dopo averne verificato la fondatezza. Sì, perché a volte l’errore segnalato, se viene verificato l’URL dall’indice di Google, si dimostra infondato. Poi, passata la verifica, <strong>è possibile sottoporre la pagina (o URL) alla convalida</strong> e dopo alcuni giorni (fino a un massimo di 28) Google ci informerà dell’avvenuto superamento.</p>
<p>Infine, vi sono due ultime sezioni che sono <a href="https://developers.google.com/search/docs/data-types/breadcrumb?hl=it" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Breadcrumb</em></a> e <a href="https://developers.google.com/search/docs/data-types/sitelinks-searchbox?hl=it" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Casella di ricerca sitelink</em></a>, per le quali vi lascio i riferimenti alla Ricerca di Google.</p>
<h3>Conclusione</h3>
<p>È stata una rapida carrellata sulle funzionalità principali di Google Search Console. Tuttavia, la speranza è quella di avervi incuriositi e, soprattutto, di avervi fatto capire quanto possa dimostrarsi utile per il vostro sito l’uso, anche semplificato, di un tale strumento diagnostico. La Search Console è come un monitor dei parametri vitali che, se collegato al paziente (cioè, al vostro sito), può assicurargli una lunga e sana vita (nel web).</p>
<p>Per approfondire:</p>
<p><a href="https://wpseo.it/blog/google-search-console-guida-pratica/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Google Search Console: una guida pratica</em></a> (Paolo Dolci)</p>
<p><a href="https://www.seozoom.it/come-usare-google-search-console-i-consigli-ufficiali/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Come usare Google Search Console, i consigli ufficiali</em></a> (SEOZoom)</p>
<p><a href="https://www.valentinomea.it/google-search-console-guida/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Google Search Console Guida agli Strumenti per Webmaster</em></a> (Valentino Mea)</p>
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		<title>Tendenze nel mercato del lavoro europeo 2020-2021</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Manuel Semprini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2020 22:28:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Covid]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Futuro del lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Gig economy]]></category>
		<category><![CDATA[Jobsora]]></category>
		<category><![CDATA[Mercato del lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Trasformazione digitale]]></category>
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					<description><![CDATA[Fonte: Jobsora. 5 giugno 2020 È un nuovo ordine mondiale e il modo in cui viviamo sta cambiando più velocemente di quanto avremmo mai potuto immaginare. Chi avrebbe potuto prevedere che le imprese che sopravviveranno nel primo trimestre del 2020 saranno solo quelle con attività che possono essere svolte a distanza? Questo è un cambiamento [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Fonte: <a href="https://it.jobsora.com/blog/tendenze-nel-mercato-del-lavoro-europeo-2020-2021" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Jobsora</a>.</p>
<hr />
<p><em>5 giugno 2020</em></p>
<p>È un nuovo ordine mondiale e il modo in cui viviamo sta cambiando più velocemente di quanto avremmo mai potuto immaginare. Chi avrebbe potuto prevedere che le imprese che sopravviveranno nel primo trimestre del 2020 saranno solo quelle con attività che possono essere svolte a distanza? Questo è un cambiamento che non abbiamo mai visto arrivare e per il quale molte aziende non erano preparate. Ma il cambiamento è qui ed è giusto che le aziende imparino ad adattarsi alla nuova tendenza.</p>
<p>Le maree sono cambiate rapidamente nel mercato del lavoro e mentre alcune opportunità stanno scomparendo, altre stanno emergendo. Ora, tutto riguarda la questione del valore. Quelli che hanno meno valore per le loro aziende stanno perdendo il lavoro. Alcuni ruoli sono vacanti e hanno bisogno di persone competenti per assumerli. Queste, tra le altre tendenze, sono ciò che vedremo in questo articolo, poiché il mondo si sta impegnando tanto per riprendersi dalla pandemia di COVID-19.</p>
<p>L&#8217;Europa nell&#8217;ultimo mese è diventata l&#8217;epicentro della pandemia di CoronaVirus, con paesi come Regno Unito, Francia, Spagna, tra gli altri che stanno subendo alti tassi di vittime. Ciò ha portato a un blocco che ha cambiato il mercato del lavoro come lo conosciamo. C&#8217;è una riduzione della necessità di lavoro fisico e di più di lavoro intellettuale. Questo dice semplicemente una cosa: il futuro che stavamo aspettando è qui.</p>
<h3>Effetto del blocco sul mercato del lavoro europeo</h3>
<p>In un recente rapporto, diversi milioni di posti di lavoro sono a rischio se il blocco continua per mesi. In effetti, lo studio è stato specifico nel riferire che circa un quinto di tutti i lavoratori è minacciato. E questo può essere frenato solo se il blocco in Gran Bretagna e in altri paesi europei verrà gradualmente eliminato in alcuni settori molto importanti. Ciò sta a indicare che alcuni settori dell&#8217;economia che non sono considerati elementi essenziali possono toccare il fondo.</p>
<p>La buona notizia, tuttavia, è che molte persone stanno adattando le proprie competenze per assumere nuovi ruoli. Mentre vi è una drastica perdita di posti di lavoro in diverse aziende all&#8217;ingrosso, al dettaglio, in hotel, in ristoranti e pub, l&#8217;infrastruttura digitale del mondo sta promuovendo posti di lavoro remoti. Tuttavia, nonostante questi cambiamenti nel modo di lavorare, l&#8217;economia sta ancora subendo un colpo. Questo sta semplicemente raccontando l&#8217;importanza del mercato del lavoro. Il tuo lavoro è importante per la crescita e il sostentamento del Paese.</p>
<p>Il crollo del mercato del lavoro è sinonimo del crollo dell&#8217;economia e ciò richiede un&#8217;evoluzione in tempo reale del funzionamento del mercato del lavoro. Per i paesi che sono principalmente guidati dal mercato del lavoro, il blocco ha portato lo stato ad intervenire per allentare la pressione sulle famiglie. Ma c&#8217;è solo un limite a quanto tempo può persistere.</p>
<p>L&#8217;effetto è attualmente dannoso per il mercato del lavoro, che pone l&#8217;accento sul drastico cambiamento nel futuro del lavoro. Non si può dire che la sezione del mercato del lavoro che si sta comportando in modo efficiente in questo periodo sia la sezione remota dei lavori.</p>
<p>Il mondo è cambiato, un nuovo modo di vivere e stanno emergendo affari, le start-up stanno spuntando e le aziende lavorano a distanza. Il mercato del lavoro è in rapida evoluzione e molti non sembrano riconoscere questo fatto. Questo è un cambiamento e tu, come cercatore di lavoro, devi essere pronto.</p>
<h3>Realtà dei lavori durante la pandemia COVID-19</h3>
<p>Il modo in cui lavoriamo è cambiato per sempre. Quelli che non sono pronti per questo cambiamento saranno lasciati indietro, tranne che impareranno ad adattarsi al cambiamento. Questo cambiamento sta avvenendo in tempo reale e pochissimi lo stanno notando. Il lavoro a distanza è ciò che tiene insieme diverse aziende.</p>
<p>Sebbene finora questo cambiamento non sia stato facile, continuiamo a imparare come migliorare le cose. Le persone rifanno i loro programmi per adeguarsi alle nuove condizioni con cui devono lavorare. All&#8217;inizio è stata una cosa difficile da superare. Tuttavia, il tempo ha aiutato i lavoratori ad adattarsi.</p>
<p>La verità è che l&#8217;abilità richiesta per ottenere un lavoro in questo momento è diversa da quella che ci si aspettava. Ora per essere dalla parte dei guadagni hai bisogno delle basi di un computer, una connessione a Internet, dispositivi intelligenti, ecc. Hai bisogno di competenze trasversali, conoscenze di programmazione, conoscenze di scrittura. La maggior parte di questi fattori non erano necessari nel mondo pre-Covid. Una cosa è, tuttavia, certa, il mondo Covid e il mondo post-Covid richiedono queste abilità.</p>
<p>Il flusso di lavoro delle aziende è stato facilitato dalla presenza di e-mail, piattaforme di videoconferenza, chat room, tra gli altri. Diverse aziende si stanno rassegnando al fatto che non riprenderanno a lavorare al termine della pandemia di COVID-19. Se le aziende possono lavorare interamente a distanza in questo momento, non è necessario affittare o disporre di uno spazio fisico per le riunioni. L&#8217;infrastruttura Internet nel corso dell&#8217;anno si è sviluppata ad un livello in cui può facilitare queste esigenze.</p>
<p>Un altro grande cambiamento è il fatto che il periodo di lavoro di 8 ore verrà cancellato. Questo perché i lavoratori sono sempre online. Ora, questo potrebbe avere un aspetto negativo, in quanto è facile perdere la cognizione del tempo assegnato al lavoro. Spetta quindi al lavoratore impostare un sistema che si adatti al lavoro, con il tempo della famiglia, con il tempo personale, il tempo libero, ecc. Il confine deve essere fissato dall&#8217;individuo, poiché i tradizionali limiti del tempo di lavoro non sono più lì .</p>
<p>Ciò rende più difficile per i lavoratori mantenere una buona qualità della vita, il che significa che è tempo di imparare a bilanciare il lavoro con il solito stile di vita.</p>
<h3>Cos&#8217;è ora il futuro del lavoro?</h3>
<p>Negli ultimi anni ci sono state molte speculazioni su come sarà il futuro del lavoro, su come robot e altri sistemi automatizzati sostituiranno le persone. Queste speculazioni andarono oltre a prevedere un futuro di team più collaborativi, la necessità di intelligenza emotiva, tra gli altri fattori che descrivono la necessità di esseri umani più intelligenti sul posto di lavoro. Tutte queste speculazioni e previsioni certamente non hanno messo in prospettiva la pandemia di Covid-19. Un paio di mesi fa, nessuno avrebbe creduto che potesse mai esserci un focolaio di malattia che mettesse in ginocchio il mondo e avrebbe provocato un blocco totale.</p>
<p>Mentre molti concordano sul fatto che si tratta di una rivoluzione e che le prove sono viste nel modo in cui stiamo attualmente lavorando e in che modo gli altri stanno pianificando di lavorare post-covid, rimane ancora da stabilire a livello globale; di cosa avresti bisogno per lavorare in futuro?</p>
<p>Non importa quanto sia vago il futuro in questo momento, alcuni fattori ed elementi sono destinati a influenzare il modo in cui lavoreremo in futuro.</p>
<p>Ci sarà sicuramente innovazione ed evoluzione nel modo in cui Internet promuove il lavoro. Il mondo della fantascienza che abbiamo sempre visto in TV è destinato a raggiungerci più velocemente di quanto avessimo mai immaginato. La trasformazione digitale del mondo è destinata ad essere accelerata. Le informazioni saranno disponibili a chiunque. Ciò si tradurrà in lavori più veloci e con maggiore flessibilità</p>
<p>Inoltre, a causa della maggiore attenzione all&#8217;ordine del giorno, non sono necessarie ampie presentazioni di PowerPoint, che portano a una drastica riduzione del tempo impiegato per l&#8217;incontro.</p>
<p>Intermediari e consulenti sono stati per lungo tempo una parte intrinseca del modo tradizionale di lavorare. Tuttavia, questo è destinato a cambiare mentre avanziamo nel futuro. Ci sarà una necessità ridotta di project manager, né di assistenti esecutivi, e i ruoli dei manager spariranno. Piuttosto che i manager, sempre più organizzazioni adotteranno i &#8220;leader&#8221;.</p>
<p>I viaggi di lavoro sono sempre stati una fuga dal lavoro d&#8217;ufficio, ma questo sta cambiando, poiché la comunicazione tra potenziali partner, investitori e colleghi sarà digitale. Direttamente dal tuo salotto, puoi contattare, comunicare e conquistare la firma di investitori e partner in altri paesi. Questa rivoluzione è alle porte.</p>
<p>Finora la gig economy è andata bene. Tuttavia, ci sarà sicuramente un aumento del numero di persone che lavorano da casa. Le aziende cercheranno di ridurre il personale, a favore dell&#8217;assunzione di lavoratori autonomi quando necessario. Oltre a questo, anche la maggior parte dei lavoratori a tempo pieno dovrebbe lavorare da casa. Questa è una nuova alba per il lavoro a distanza.</p>
<h3>Conclusione</h3>
<p>Il cambiamento che sta accadendo al mondo è il più visibile possibile, anche i non vedenti possono vederlo. È tuttavia pertinente che ti prepari per il futuro, non importa quanto sembri incerto. Devi avere familiarità con le competenze e gli strumenti digitali per sopravvivere nel futuro che è alle porte. Una volta che sei qualificato e pronto ad accettare un lavoro, inizia la tua ricerca di lavori a distanza in Europa su Jobsora.</p>
<ul>
<li>Trasformazione digitale</li>
</ul>
<ul>
<li>Drastica riduzione del numero di quadri e consulenti</li>
</ul>
<ul>
<li>Viaggi d&#8217;affari ridotti</li>
</ul>
<ul>
<li>Maggiore utilizzo di lavoratori remoti e liberi professionisti</li>
</ul>
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		<title>Scrivere per il SEO o scrivere per sé?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Manuel Semprini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2020 14:12:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SEO e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[Filippo Jatta]]></category>
		<category><![CDATA[Ludovica De Luca]]></category>
		<category><![CDATA[Scrittura]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>
		<category><![CDATA[Valentina Baldon]]></category>
		<category><![CDATA[Web writing]]></category>
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					<description><![CDATA[La scrittura, come la parola, riflette chi la produce e si declina per chi è stata prodotta. Detto in altri termini, quando si scrive, si scrive sempre per un pubblico, anche se il destinatario è semplicemente se stessi (diario). Se sono a scuola, scriverò temi, relazioni, riassunti; se lavoro a un giornale, redigerò articoli, editoriali, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La scrittura, come la parola, riflette chi la produce e si declina per chi è stata prodotta. Detto in altri termini, <strong>quando si scrive, si scrive sempre per un pubblico</strong>, anche se il destinatario è semplicemente se stessi (diario).</p>
<p>Se sono a scuola, scriverò temi, relazioni, riassunti; se lavoro a un giornale, redigerò articoli, editoriali, interviste; se vado in giro per il mondo, pubblicherò guide; Se vivo in una cucina, sfornerò ricettari. Insomma, la scrittura è competente (e forse anche un po’ competitiva), si adatta allo scopo e al contesto.</p>
<h3>Web writing ovvero come parlare ai motori di ricerca</h3>
<p>Come tutti i contesti, anche il web ha le proprie regole e scrivere per il web significa conoscerle e applicarle. Si è anche coniato un termine specifico: <em><strong>web writing</strong></em>. Un testo per un sito non può essere neutrale, anche solo per il fatto che chi lo scrive non lo è. Deve prendere posizione rispetto a chi si rivolge. E prima di parlare ai visitatori, <strong>un testo per il web parla ai motori di ricerca</strong> (altrimenti le visite non ci sarebbero). Per questo motivo, i contenuti di un sito sono orientati al SEO (<em>search engine optimization</em>) o, meglio, dovrebbero essere ottimizzati per i motori di ricerca. A meno che non si sia aperto un blog per scriversi addosso le proprie elucubrazioni mentali riguardo al mondo&#8230;</p>
<h3>Come scrivere un testo per il web</h3>
<p>Se l’intenzione di un sito è quella di ricevere più visite possibili e che queste siano visite di qualità, allora avere contenuti <em>SEO oriented</em> aiuta. Ma che cosa vuol dire tutto questo? Be’, fatta una <strong>ricerca delle parole chiave idonee</strong> a quanto si vuole comunicare, occorre farcire il testo di tali parole, insieme a <strong>link interni al proprio sito ed esterni</strong> verso risorse affini e autorevoli (cioè, che a loro volta sono ben posizionate negli indici dei motori di ricerca). Occorre utilizzare al meglio i <strong>titoli Html</strong> (i famigerati H1, H2, etc.), inserire <strong>grassetti</strong> sulle parole da risaltare. Bisogna creare <strong>periodi semplici e brevi</strong>. Cercare di evitare come la peste il copia e incolla (per non duplicare i contenuti).</p>
<p>Tutto qua? Ovviamente no, però come base può essere sufficiente per iniziare a impratichirsi nel mestiere di scrittore per il web (o <em>web writer</em>). E se non lo fosse, vi rimando ad alcune risorse, spero utili:</p>
<p><a href="https://www.valentinabaldon.it/scrittura-seo-oriented/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Cos’è la scrittura SEO oriented</em></a> (Valentina Baldon)</p>
<p><a href="https://jfactor.it/scrittura-seo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Scrittura SEO Oriented: Tecniche per Scrivere in Ottica SEO Friendly</em></a> (Filippo Jatta)</p>
<p><a href="https://ludovicadeluca.com/seo-copywriting-la-guida-per-scrivere-testi-seo-oriented/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>SEO Copywriting: la guida per scrivere testi SEO oriented</em></a> (Ludovica De Luca)</p>
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		<title>Credo in D10</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Manuel Semprini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2020 19:18:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensieri in libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Spadaro]]></category>
		<category><![CDATA[Avatar]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Forte]]></category>
		<category><![CDATA[Computer]]></category>
		<category><![CDATA[Convertire]]></category>
		<category><![CDATA[Fede]]></category>
		<category><![CDATA[Fredric Brown]]></category>
		<category><![CDATA[Gianfranco Ravasi]]></category>
		<category><![CDATA[Giustificare]]></category>
		<category><![CDATA[Icona]]></category>
		<category><![CDATA[Informatica]]></category>
		<category><![CDATA[José Tolentino Mendonça]]></category>
		<category><![CDATA[Linguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Salvare]]></category>
		<category><![CDATA[Teologia]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
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					<description><![CDATA[Negli anni ’40 del secolo scorso, in mezzo alla violenza della Seconda Guerra Mondiale, vide la luce il primo computer. Nessun abaco, pallottoliere o Pascaline, bensì un vero e proprio sistema di calcolo autonomo. Un sistema che nel giro di qualche decennio si svilupperà fino ad assumere forme e capacità sempre più piccole e raffinate. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Negli anni ’40 del secolo scorso, in mezzo alla violenza della Seconda Guerra Mondiale, vide la luce il primo computer. Nessun abaco, pallottoliere o <em>Pascaline</em>, bensì un vero e proprio sistema di calcolo autonomo. Un sistema che nel giro di qualche decennio si svilupperà fino ad assumere forme e capacità sempre più piccole e raffinate. Questo sviluppo ha portato a parlare addirittura di intelligenza artificiale.</p>
<p>Oggi nessuno potrebbe fare a meno di un computer o dei suoi vari discendenti: tablet, smartphone, smartwatch, unità di controllo motore e così via. E questa dipendenza non tocca solo la vita reale e quotidiana di tanti, ma si è anche “incarnata” nel mondo virtuale della Rete. Del resto, Internet non è altro che un insieme di computer che comunicano a distanza tra loro.</p>
<h3>Il linguaggio informatico che non ti aspetti</h3>
<p>Questa comunicazione è gestita da una scienza specifica. L’abbiamo chiamata <strong>informatica</strong> e si è presa l’onere di occuparsi del trattamento e della trasmissione delle informazioni elaborate proprio dai computer (definiti una volta, per l’appunto, elaboratori elettronici).</p>
<p>Mentre gli informatici sviluppano procedure e linguaggi per rendere il computer quello che è, altri si sono preoccupati maggiormente di sviluppare il software (il sistema operativo e i programmi) grazie al quale un utente può interagire con la macchina (l’hardware). In questa interazione vengono utilizzati correntemente termini quali icona e avatar o verbi come salvare, convertire e giustificare. Vi ricorda qualcosa?</p>
<p>Prendiamo un dizionario qualunque e iniziamo a sfogliarlo.</p>
<p><strong>Icona</strong> (dal russo <em>ikona</em>, e questo dal greco bizantino εἰκόνα, greco classico εἰκών -όνος «immagine») indica un’mmagine sacra (rappresentante il Cristo, la Vergine, uno o più santi) dipinta su tavoletta di legno o lastra di metallo, spesso decorata d’oro, argento e pietre preziose, tipica dell’arte bizantina e, in seguito, di quella russa e balcanica.</p>
<p><strong>Avatar</strong> (dal sanscrito <em>avatāra</em>, attraverso il francese e inglese <em>avatar</em>) è, nel brahmanesimo e nell’induismo, la discesa di una divinità sulla terra, e in particolare ciascuna delle dieci incarnazioni del dio Visnù&#8230;</p>
<h3>La “misteriosa” relazione tra computer e teologia</h3>
<p>Sono quindi tutte parole di derivazione religiosa e persino teologica. Come ha affermato l’<strong>arcivescovo e teologo Bruno Forte</strong> nella sua prolusione al XLIV Congresso della Società Italiana di Psichiatria (15 Ottobre 2006): «Chi non sapesse che cos’è salvezza, conversione o giustificazione, chi non ne avesse neanche lontanamente l’idea o il bisogno, di certo non avrebbe alcun interesse esistenziale sufficiente per accostarsi alle Sacre Scritture e cercare in esse la luce del senso o la forza della redenzione. Chi non sapesse “salvare”, o “convertire” o “giustificare” il materiale su cui sta lavorando informaticamente, rischierebbe semplicemente di perdere tempo e fatica» (<a href="http://www.webdiocesi.chiesacattolica.it/pls/cci_dioc_new/bd_edit_doc_dioc.edit_documento?p_id=911572&amp;id_pagina=&amp;rifi=&amp;rifp=&amp;vis=1" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>To save, to convert, to justify. I linguaggi della rete e la nostalgia di Trascendenza</em></a>).</p>
<p>Semplice suggestione? Inconsapevole rimando ad Altro? La risposta non è necessaria, perché è già interessante porre la domanda, sollevare il quesito, «per scrutare nel regno del web», continua Forte, «l’abisso del cuore umano che è e resta il centro di tutto, anche nel tempo della tecnica e del “villaggio globale” favorito ed espresso dalla rete».</p>
<h3>Alla ricerca di una risposta</h3>
<p>Tecnica o, meglio, tecnologia che rischia di essere sempre più idolatrata, come qualsiasi altro strumento umano che perde il suo uso originale per assumere valori e significati completamente differenti. Se parliamo di dio denaro, forse possiamo dire che il computer è un demiurgo, ossia un essere divino dotato della capacità di creare e ordinare l’universo stesso. Se a qualcuno è venuto un brivido lungo la schiena, non è niente in confronto a quello che accade in un brevissimo racconto di <strong>Fredric Brown</strong> del 1954 <em>La risposta</em>, dove si narra dell’accensione di un supercomputer che riunisce in un unico circuito tutti i computer e tutto il sapere delle galassie abitate. Lo scienziato si accosta alla macchina e pone la prima domanda&#8230;</p>
<p>«Draw Ez fece un passo indietro e trasse un profondo respiro.<br />
“L’onore di porre la prima domanda spetta a te, Dwar Reyn”.<br />
“Grazie” rispose Dwar Reyn “Sarà una domanda cui nessuna macchina cibernetica ha potuto, da sola, rispondere”.<br />
Tornò a voltarsi verso la macchina. “C’è Dio?”.<br />
L’immensa voce rispose senza esitazione, senza il minimo crepitio di valvole o condensatori. “Sì: adesso, Dio c’è.”<br />
Il terrore sconvolse la faccia di Dwar Ev, che si slanciò verso il quadro di comando.<br />
Un fulmine sceso dal cielo senza nubi lo incenerì, e fuse la leva inchiodandola per sempre al suo posto».</p>
<p>Alcuni spunti di riflessione:</p>
<p><a href="https://www.avvenire.it/rubriche/pagine/quel-linguaggio-che-uniscetecnologia-e-teologia_20160630" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Quel linguaggio che unisce tecnologia e teologia</em></a> (José Tolentino Mendonça)</p>
<p><a href="https://www.lastampa.it/cultura/2013/03/13/news/ravasi-la-via-la-verita-e-twitter-1.36111846" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Ravasi: la Via, la Verità e Twitter</em></a> (Gianfranco Ravasi)</p>
<p><a href="https://www.cyberteologia.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>CyberTeologia</em></a> (blog di Antonio Spadaro)</p>
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		<title>Suggerimenti e trucchi per WordPress</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Manuel Semprini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2020 09:31:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tips & Tricks]]></category>
		<category><![CDATA[Back-end]]></category>
		<category><![CDATA[David Attard]]></category>
		<category><![CDATA[Google Analytics]]></category>
		<category><![CDATA[Immagini]]></category>
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		<category><![CDATA[QuadLayers]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
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					<description><![CDATA[Per iniziare la serie dei tips &#38; tricks riferiti a WordPress (per gli amici, WP), vi propongo una serie di trucchi che ho trovato un po’ guardando in giro e un po’ provandoli sulla mia pelle. Pronti per conoscere alcuni dei trucchi più ricercati su WordPress? Utilizza una homepage personalizzata Invece di lasciare che WP [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per iniziare la serie dei <em>tips &amp; tricks</em> riferiti a WordPress (per gli amici, WP), vi propongo una serie di trucchi che ho trovato un po’ guardando in giro e un po’ provandoli sulla mia pelle.</p>
<p>Pronti per conoscere alcuni dei trucchi più ricercati su WordPress?</p>
<h3>Utilizza una homepage personalizzata</h3>
<p>Invece di lasciare che WP mostri nella homepage gli ultimi articoli inseriti, è possibile utilizzare una qualsiasi pagina del tuo sito come homepage.</p>
<p>Nel back-end, una volta creata una pagina home, è sufficiente andare in <strong>Impostazioni &gt; Lettura</strong>, spuntare sotto “La tua homepage mostra” l’opzione “Una pagina statica” e selezionare dal menu a tendina la pagina appena creata.</p>
<p>La stessa cosa si può fare per impostare una pagina specifica per gli articoli del blog.</p>
<h3>Installa Google Analytics</h3>
<p>Non puoi avere un magnifico sito senza aver installato <em>Google Analytics</em>, lo strumento statistico per eccellenza che ti consente di vedere da dove provengono i tuoi visitatori e che cosa fanno sul tuo sito.</p>
<p>Per averlo, conviene ricorrere a plugin specifici, ad esempio <a href="https://it.wordpress.org/plugins/google-analytics-dashboard-for-wp/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Google Analytics Dashboard for WP</em></a>, <a href="https://it.wordpress.org/plugins/insert-headers-and-footers/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Insert Headers and Footers</em></a>, <a href="https://www.monsterinsights.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>MonsterInsights</em></a>, etc.</p>
<h3>Proteggi con password l’amministrazione</h3>
<p>Alla cartella di amministrazione di WordPress (solitamente, <em>/wp-admin/</em>) si accede come utenti registrati inserendo nella pagina di login nome utente e password. Tuttavia, è utile aggiungere un ulteriore livello di autenticazione, proteggendo tutta la cartella con una password.</p>
<p>Per farlo occorre avere un accesso al proprio dominio tramite <a href="https://assistenzawponline.it/cpanel-guida-completa/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>cPanel</em></a>, così da poter creare un’area protetta.</p>
<h3>Mostra le immagini in righe e colonne</h3>
<p>Di default, quando si aggiungono più immagini ad un articolo di WP, esse appaiono l’una sopra l’altra in una più o meno lunga colonna verticale. Per agevolare l’utente le immagini possono essere comprese in un’unica galleria con le colonne impostate nel numero opportuno.</p>
<p>Questa operazione può essere eseguita dall’editor dell’articolo cliccando su “Aggiungi media” e poi su “Crea galleria”.</p>
<h3>Limita i tentativi di login</h3>
<p>Sempre per ragioni di sicurezza sarebbe meglio limitare il numero di tentativi di accesso al back-end del sito. Anche in questo caso ci sono degli ottimi plugin come, ad esempio, <a href="https://wordpress.org/plugins/limit-login-attempts-reloaded/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Limit Login Attempts Reloaded</em></a>.</p>
<h3>Installa un plugin per il SEO</h3>
<p>Come ben sai, mettere online un sito non significa posizionarlo nella prima pagina di Google. I siti hanno bisogno di essere ottimizzati per i motori di ricerca (la <em>Search Engine Optimization</em>). Per tale motivo devi scegliere e installare uno dei tanti plugin per il SEO. Me ne vengono in mente almeno un paio: <a href="https://wordpress.org/plugins/wordpress-seo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Yoast SEO</em></a> e <a href="https://wordpress.org/plugins/all-in-one-seo-pack/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>All in One SEO Pack</em></a>.</p>
<h3>Mostra immagini casuali nella testata</h3>
<p>Puoi caricare molte immagini di testata e consentire al tuo tema di mostrarle in maniera casuale. Basta andare in <strong>Aspetto &gt; Personalizza</strong> e nella sezione “Header” aggiungere tutte le immagini che vuoi e poi cliccare sul bottone “Rendi casuali le testate caricate”.</p>
<h3>Crea nuove dimensioni per le immagini</h3>
<p>Quando viene caricata un’immagine, WP automaticamente genera diverse copie dell’immagine secondo le dimensioni indicate in <strong>Impostazioni &gt; Media</strong> e secondo quelle che eventualmente vuoi aggiungere tu.</p>
<p>Per farlo, è necessario usare un apposito plugin oppure si può inserire <a href="https://developer.wordpress.org/reference/functions/add_image_size/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">questo codice</a> nel file <em>functions.php</em> del tema:</p>
<p>add_image_size( &#8216;sidebar-thumb&#8217;, 120, 120, true ); // Modalità di taglio preciso<br />
add_image_size( &#8216;homepage-thumb&#8217;, 220, 180 ); // Modalità di taglio a scalare<br />
add_image_size( &#8216;singlepost-thumb&#8217;, 590, 9999 ); // Modalità con altezza illimitata</p>
<h3>Disattiva tutti i plugin quando non riesci ad entrare nel back-end</h3>
<p>Quando si presentano degli errori e non sei in grado di accedere all’area amministrativa di WordPress, puoi comunque disattivare tutti i plugin installati ricorrendo ad un accesso via <a href="https://www.wpbeginner.com/showcase/6-best-ftp-clients-for-wordpress-users/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>FTP client</em></a> alla cartella <em>/wp-content/</em>. Al suo interno trovi la cartella <em>/plugins/</em>. Rinominala in plugins.old e automaticamente WP disattiverà tutti i plugin.</p>
<h3>Includi le categorie nell’URL</h3>
<p>Per aggiungere la categoria di un articolo all’indirizzo di quest’ultimo, è sufficiente andare in <strong>Impostazioni &gt; Permalink</strong> e inserire nel campo “Struttura personalizzata” la stringa: /%category%/%postname%/.</p>
<p>Alcune risorse:</p>
<p><a href="https://www.wpbeginner.com/wp-tutorials/55-most-wanted-wordpress-tips-tricks-and-hacks/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>55+ Most Wanted WordPress Tips, Tricks, and Hacks</em></a> (WPBeginner)</p>
<p><a href="https://quadlayers.com/wordpress-tips-and-tricks/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>20+ Must-know WordPress Tips and Tricks for 2020</em></a> (QuadLayers)</p>
<p><a href="https://www.collectiveray.com/wordpress-tips-tricks-hacks/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>101 WordPress Tips, Tricks and Hacks Every Serious Blogger Must Know</em></a> (David Attard)</p>
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