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	<title>Teologia Archivi &#8211; Manuel Semprini</title>
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		<title>Credo in D10</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Manuel Semprini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2020 19:18:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensieri in libertà]]></category>
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					<description><![CDATA[Negli anni ’40 del secolo scorso, in mezzo alla violenza della Seconda Guerra Mondiale, vide la luce il primo computer. Nessun abaco, pallottoliere o Pascaline, bensì un vero e proprio sistema di calcolo autonomo. Un sistema che nel giro di qualche decennio <br /><a href="https://www.manuelsemprini.it/credo-in-d10/" class="more-link btn btn-primary">Read More</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Negli anni ’40 del secolo scorso, in mezzo alla violenza della Seconda Guerra Mondiale, vide la luce il primo computer. Nessun abaco, pallottoliere o <em>Pascaline</em>, bensì un vero e proprio sistema di calcolo autonomo. Un sistema che nel giro di qualche decennio si svilupperà fino ad assumere forme e capacità sempre più piccole e raffinate. Questo sviluppo ha portato a parlare addirittura di intelligenza artificiale.</p>
<p>Oggi nessuno potrebbe fare a meno di un computer o dei suoi vari discendenti: tablet, smartphone, smartwatch, unità di controllo motore e così via. E questa dipendenza non tocca solo la vita reale e quotidiana di tanti, ma si è anche “incarnata” nel mondo virtuale della Rete. Del resto, Internet non è altro che un insieme di computer che comunicano a distanza tra loro.</p>
<h3>Il linguaggio informatico che non ti aspetti</h3>
<p>Questa comunicazione è gestita da una scienza specifica. L’abbiamo chiamata <strong>informatica</strong> e si è presa l’onere di occuparsi del trattamento e della trasmissione delle informazioni elaborate proprio dai computer (definiti una volta, per l’appunto, elaboratori elettronici).</p>
<p>Mentre gli informatici sviluppano procedure e linguaggi per rendere il computer quello che è, altri si sono preoccupati maggiormente di sviluppare il software (il sistema operativo e i programmi) grazie al quale un utente può interagire con la macchina (l’hardware). In questa interazione vengono utilizzati correntemente termini quali icona e avatar o verbi come salvare, convertire e giustificare. Vi ricorda qualcosa?</p>
<p>Prendiamo un dizionario qualunque e iniziamo a sfogliarlo.</p>
<p><strong>Icona</strong> (dal russo <em>ikona</em>, e questo dal greco bizantino εἰκόνα, greco classico εἰκών -όνος «immagine») indica un’mmagine sacra (rappresentante il Cristo, la Vergine, uno o più santi) dipinta su tavoletta di legno o lastra di metallo, spesso decorata d’oro, argento e pietre preziose, tipica dell’arte bizantina e, in seguito, di quella russa e balcanica.</p>
<p><strong>Avatar</strong> (dal sanscrito <em>avatāra</em>, attraverso il francese e inglese <em>avatar</em>) è, nel brahmanesimo e nell’induismo, la discesa di una divinità sulla terra, e in particolare ciascuna delle dieci incarnazioni del dio Visnù&#8230;</p>
<h3>La “misteriosa” relazione tra computer e teologia</h3>
<p>Sono quindi tutte parole di derivazione religiosa e persino teologica. Come ha affermato l’<strong>arcivescovo e teologo Bruno Forte</strong> nella sua prolusione al XLIV Congresso della Società Italiana di Psichiatria (15 Ottobre 2006): «Chi non sapesse che cos’è salvezza, conversione o giustificazione, chi non ne avesse neanche lontanamente l’idea o il bisogno, di certo non avrebbe alcun interesse esistenziale sufficiente per accostarsi alle Sacre Scritture e cercare in esse la luce del senso o la forza della redenzione. Chi non sapesse “salvare”, o “convertire” o “giustificare” il materiale su cui sta lavorando informaticamente, rischierebbe semplicemente di perdere tempo e fatica» (<a href="http://www.webdiocesi.chiesacattolica.it/pls/cci_dioc_new/bd_edit_doc_dioc.edit_documento?p_id=911572&amp;id_pagina=&amp;rifi=&amp;rifp=&amp;vis=1" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>To save, to convert, to justify. I linguaggi della rete e la nostalgia di Trascendenza</em></a>).</p>
<p>Semplice suggestione? Inconsapevole rimando ad Altro? La risposta non è necessaria, perché è già interessante porre la domanda, sollevare il quesito, «per scrutare nel regno del web», continua Forte, «l’abisso del cuore umano che è e resta il centro di tutto, anche nel tempo della tecnica e del “villaggio globale” favorito ed espresso dalla rete».</p>
<h3>Alla ricerca di una risposta</h3>
<p>Tecnica o, meglio, tecnologia che rischia di essere sempre più idolatrata, come qualsiasi altro strumento umano che perde il suo uso originale per assumere valori e significati completamente differenti. Se parliamo di dio denaro, forse possiamo dire che il computer è un demiurgo, ossia un essere divino dotato della capacità di creare e ordinare l’universo stesso. Se a qualcuno è venuto un brivido lungo la schiena, non è niente in confronto a quello che accade in un brevissimo racconto di <strong>Fredric Brown</strong> del 1954 <em>La risposta</em>, dove si narra dell’accensione di un supercomputer che riunisce in un unico circuito tutti i computer e tutto il sapere delle galassie abitate. Lo scienziato si accosta alla macchina e pone la prima domanda&#8230;</p>
<p>«Draw Ez fece un passo indietro e trasse un profondo respiro.<br />
“L’onore di porre la prima domanda spetta a te, Dwar Reyn”.<br />
“Grazie” rispose Dwar Reyn “Sarà una domanda cui nessuna macchina cibernetica ha potuto, da sola, rispondere”.<br />
Tornò a voltarsi verso la macchina. “C’è Dio?”.<br />
L’immensa voce rispose senza esitazione, senza il minimo crepitio di valvole o condensatori. “Sì: adesso, Dio c’è.”<br />
Il terrore sconvolse la faccia di Dwar Ev, che si slanciò verso il quadro di comando.<br />
Un fulmine sceso dal cielo senza nubi lo incenerì, e fuse la leva inchiodandola per sempre al suo posto».</p>
<p>Alcuni spunti di riflessione:</p>
<p><a href="https://www.avvenire.it/rubriche/pagine/quel-linguaggio-che-uniscetecnologia-e-teologia_20160630" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Quel linguaggio che unisce tecnologia e teologia</em></a> (José Tolentino Mendonça)</p>
<p><a href="https://www.lastampa.it/cultura/2013/03/13/news/ravasi-la-via-la-verita-e-twitter-1.36111846" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Ravasi: la Via, la Verità e Twitter</em></a> (Gianfranco Ravasi)</p>
<p><a href="https://www.cyberteologia.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>CyberTeologia</em></a> (blog di Antonio Spadaro)</p>
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